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Monday, 11 May 2009

Beatrice Borromeo - Antonio Marano 0-1 (2-1 dts?)

(in Italian)

Dopo la querelle con Bruno Vespa, Beatrice Borromeo risponde a tono un'altra volta.

Tutto nasce l'altroieri quando Antonio Marano, direttore di Raidue, ha bloccato la messa in onda dell'intervista di Daria Bignardi a Vauro e Beatrice Borromeo per «L’era glaciale». Censura preventiva o osservanza della par condicio?



In questo video, realizzato semi-amatorialmente da Daniele Martinelli e postato ieri sul suo blog e su YouTube, Beatrice riassume quanto detto dalla Bignardi, contesta la motivazione di Marano (al minuto 7.22) e commenta la vicenda.





Dopo appena 24 ore questo video risulta (in Italia):

  • #1 most viewed, con quasi 70.000 views
  • #1 top rated, con 5 stelle su quasi 900 votanti
  • #1 top favourited
  • #1 most discussed, con oltre 1.100 commenti
UPDATE: dopo 72 ore il video ha superato 180.000 views
UPDATE 2: video #1 della settimana in Italia per views (oltre 200.000), ratings (1.300, media 4,5 stelle), favourites (614), discussions (1.850)
UPDATE 3: Beatrice invitata a Tetris (La7) a raccontare della censura, ne riparla giustamente con orgoglio anche Daniele Martinelli

Mi sembra di poter dire che la censura (imposta dalla legge o meno) per fortuna non funziona, almeno fintanto che la rete rimane libera e neutrale.


PS Non conosco i contenuti dell'intervista né tantomeno i dettagli della legge sulla par condicio. Non sono quindi in grado di giudicare nel merito la questione della messa in onda.
Tuttavia, Daria Bignardi dice “Non mi è sembrato che i due invitati abbiano detto niente che non si dica in questi giorni in altri programmi televisivi e altri contesti pubblici. Però non c'era il contraddittorio, quindi secondo le norme della par condicio la decisione dell’azienda non è contestabile”...
...mentre invece Beatrice Borromeo (al minuto 7.22) si chiede come mai l'intervento del ministro Zaia, senza contraddittorio, sia invece andato in onda.
Forse il Garante può sgombrare il campo dai dubbi?

PPS Al di là della par condicio penso che Beatrice dica molte cose condivisibili, purtroppo.

(Disclaimer: conosco Bea e spesso non la pensiamo allo stesso modo. Anche stavolta si.)

Friday, 10 April 2009

This blog's first anniversary...and its surprising audience!

This blog was started a little over one year ago with the tagline “Me about myself”, which has since remained the true spirit of this blog. (Nothing of interest to anybody other than myself, I thought at the time.)

A couple of months later, I wrote about the unexpected audience this blog was attracting...by now, this thing has gone completely out of (my) control!

  • There's been 1.450 of you, unique visitors, of which 300 have visited regularly (typically once every 1-2 weeks, which matches how often I have posted something)
  • You've come from 367 different cities, from Aachen to Zurich, from Nesseby (70°8'29" North) to Melbourne (37°48'49" South)...
  • ...in 47 countries across the five continents, from Argentina to the USA, including pretty much every country in Europe, North America, Oceania and the Indian subcontinent...but also Tanzania, the UAE, Singapore, China, the Philippines, etc.
  • Apart from the home page, your favourite content has been my contrarian position for Luca Luciani during the Waterloo incident (here), my congratulations to Beatrice Borromeo (vs Bruno Vespa, here), the pearls of wisdom from the Value Partners retreat @ Djerba (here and here) as well as Debora Serracchiani's speech (seen all over the Web, including here)
At this point, the question has to be: where should this go next?!?


The spirit won't change. It can't. But since I have an audience, I ought to listen! Write your comments and suggestions. What did you like? What did you think was irrelevant, inappropriate, misplaced? What can be done better? What else should this be, if anything?

PS Thank you Zampe for getting me to do this in a first place!

Saturday, 4 October 2008

Beatrice Borromeo - Bruno Vespa 1-0

(in Italian)

In un'intervista rilasciata alla Stampa, Beatrice Borromeo dice la sua su Porta a Porta, oltre che su diversi programmi d'informazione tv:

«Ridicolo. All’estero lo prendono in giro. È privo di qualsiasi dignità. L’episodio di Vespa scambiato da Berlusconi per il “dottor Fede” è significativo. Il conduttore mette a proprio agio al di là della verità, non ponendo mai obiezioni per amore della poltrona. Per questo i politici vanno lì e non da Santoro: sanno che non gli succederà nulla. E questo, giornalisticamente, è inaccettabile».

Bruno Vespa risponde a stretto giro, citando i grandi apprezzamenti per Porta a Porta ricevuti da diversi politici e disprezzando l'opinione di Beatrice Borromeo in merito:
«Beatrice Borromeo - che passerà alla storia della televisione come fugace valletta di Michele Santoro - ha avuto il privilegio di un’ampia intervista alla Stampa. La signorina dice a proposito di Porta a porta: «Ridicolo. All’estero lo prendono in giro. È privo di qualsiasi dignità». Pochi giorni fa, alla Venaria di Torino, Josè Maria Aznar, già carismatico primo ministro spagnolo, ha lodato Porta a porta definendola la migliore trasmissione europea del suo genere e rammaricandosi che altri Paesi, a cominciare dal suo, non la imitino.

Era presente la presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, che potrà confermare (in realtà negli anni scorsi la seconda rete della tivù pubblica francese importò il format di Porta a porta nel programma “Un’ora per convincere” in cui sfilarono i grandi di Francia). Aznar chiese espressamente di essere invitato a Porta a porta durante una sua visita ufficiale e lo stesso ha fatto il primo ministro rumeno che verrà in ottobre in Italia. Yasser Arafat e Simon Peres si incontrarono a Porta a porta per l’ultima volta.

Lascio al lettore, dunque, il commento sul cinguettio della giovane e promettente valletta, troppo innamorata di Santoro per poter snebbiare il suo cervellino e impegnarlo in una ricerca prima di esprimersi.»

Beatrice non molla e gli risponde per le rime:
«Ho detto che non mi piace Porta a Porta perché è sempre al servizio dei politici, anziché dei telespettatori, e che un programma come quello sarebbe impensabile in una televisione pubblica estera. E Vespa che fa? Tenta di smentirmi rivelando che un politico straniero, il "carismatico" Aznar, gli chiese espressamente di essere invitato. Appunto: piacerebbe ai politici di tutto il mondo poter disporre, com'è per i loro colleghi italiani, di un salottino comodo comodo dove pontificare senza una domanda scomoda. Purtroppo per loro, all'estero non si usa.

Sono infatti i giornalisti stranieri, e non i politici, che trovano ridicolo un programma d'informazione con serate dedicate ai formaggi, alle gambe delle donne o all'Isola dei Famosi. Che quando condannano Previti in primo grado sulla Sme, fa una puntata sul Viagra. Ricordo solo il commento della corrispondente in Italia del Nouvel Observateur, Marcelle Padovani, intervistata da Sabina Guzzanti nel film Viva Zapatero: "Io sono incapace di raccontare Porta a Porta. Non riesco a sintetizzare che cos'è Porta a Porta per il pubblico francese, perché non c'è l’equivalente, non c'è un personaggio che gestisce una tale quantità d'informazione di potere, non esiste". Anche un cervellino annebbiato capirebbe che questo non è proprio un complimento.»

Non mi risulta una contro-replica di Vespa. Ha meglio da fare che dibattere sulla qualità di Porta a Porta con una ventenne? O ha capito che ha ragione Beatrice?


Io propendo decisamente per la seconda. Viva Bea che, avendo la possibilità di dire certe cose, le dice chiare e tonde (anche se a volte potrebbe smussare un po' i toni, no?!).


Da non perdere anche la lettera aperta a Bruno Vespa pubblicata qua

(Disclaimer: conosco Bea e spesso non la pensiamo allo stesso modo. Stavolta si.)

 
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