The debate on the future of traditional media is ongoing, most recently with Steve Ballmer arguing that the crisis is structural.
On the other hand, the debate on the relevance of new media is over. Social media is definitively centerstage, having become the primary source for news from Iran.
Iranians are taking to the streets armed with their mobile phones. Hundreds of videos have been posted on YouTube from the Teheran area in the last month, defying violence and censorship.
Iranian bloggers and tweeters post around the clock, risking their lives, feeding volunteers worldwide who aggregate news and repost them in real time (like Ezekiel on FriendFeed).
Support from abroad also flows through social media, despite the Iranian government's crackdown, with a group on Facebook attracting over 160.000 supporters in 10 days...
...and Joan Baez posting 'We shall overcome' with lyrics in Farsi from her kitchen straight on YouTube.
Whether or not this is enough to topple a government remains to be seen, but social media is surely making history and contributing to democracy.
And will continue to do so as long as the Net remains free and neutral.
PS Yes, we have seen some hint at this in Italy as well.
(First seen on Quinta's weblog) Baekdal.com has a simple yet insightful interpretation of the role of media in history, challenges advertisers and PR professionals to look at the future...
«Ask yourself. Are you still trying to get journalists to write about your products? Are you still making websites? Is your social networking strategy to ‘get a Facebook Page'?»
...and attempts a forecast through 2020.
«In this article, we are going to take a little tour through the history of information - or more specifically where to focus efforts if you want get in touch with other people. It is really exciting time, because we are currently in the middle of the most drastic change since the invention of the newspaper.»
To put the current state of Italian media, you should probably have a look at 2002.
Davide Rossi, Chairman of Univideo (Italian Audiovisual Media industry association), recently stated in front of the Italian Parliament (free translation from Italian):
«My personal opinion is that Internet is of no use to mankind...because it hasn't solved the issue of poverty, nor that of famine.»
«The bad news is that the Internet has not and will not improve the world we live in. The good news is that it won't make the world worse either.»
Worth listening to the entire five minute speech, if only to realise how some industry leaders (amazingly?) perceive the Internet and the impact it is having on the media industry and on society in general.
Hopeless.
PS Among the flurry of insults, some of the comments on the blogs I liked above and on the YouTube video are hilarious.
Agli Usa Obama, a noi Sanremo Con l'Inauguration day è cambiato negli Stati Uniti il modo di fruizione in tv di questo tipo di liturgie collettive [...] Le nostre tv, da Sky a Mediaset, dalla Rai a La7, hanno preferito seguire un copione tradizionale con molti giornalisti in studio a spiegarci fastidiosamente i vestiti di Michelle. Proprio in occasione del giuramento la Cnn e Facebook hanno invece messo a disposizione sul web, visibili da ogni parte del mondo, le immagini dell'evento. Sul sito del network, era possibile vedere in diretta le immagini da Washington, frammentate attraverso più feed. Un grande schermo centrale presentava, senza commento, le immagini del discorso e della cerimonia. Quattro video più piccoli, in basso nella pagina web, fornivano altri punti di vista: le immagini della folla, la visione d'insieme sul Washington Mall, parti del percorso della parata, indicazioni sui tempi e luoghi della cerimonia, i giornalisti della rete impegnati nel commento... La diretta mondiale, inoltre, era in collaborazione con Facebook. Sulla destra, accanto alle immagini live, compariva la classica schermata del social network, in cui ogni utente poteva commentare con i suoi amici quello che stava succedendo: una radicale personalizzazione del consumo. Noi stiamo ancora discutendo sugli ospiti di Sanremo.
Del resto la "web tv" di quotidiano.net consiste in una telecamera fissa che inquadra il vicedirettore davanti a una parete, con il direttore in collegamento telefonico...
...mentre la CNN, oltre all'Inaugural speech di cui sopra, utilizza ologrammi in studio...
...e il New York Times propone questa ricostruzione multimediale dell'incidente aereo di settimana scorsa (da manteblog)
Ce la faranno i nostri eroi?
PS Vorrei tanto conoscere il giornalista che ha scritto questo magistrale articolo su Facebook sul corriere.it del 22 ottobre scorso.
In un'intervista rilasciata alla Stampa, Beatrice Borromeo dice la sua su Porta a Porta, oltre che su diversi programmi d'informazione tv:
«Ridicolo. All’estero lo prendono in giro. È privo di qualsiasi dignità. L’episodio di Vespa scambiato da Berlusconi per il “dottor Fede” è significativo. Il conduttore mette a proprio agio al di là della verità, non ponendo mai obiezioni per amore della poltrona. Per questo i politici vanno lì e non da Santoro: sanno che non gli succederà nulla. E questo, giornalisticamente, è inaccettabile».
Bruno Vespa risponde a stretto giro, citando i grandi apprezzamenti per Porta a Porta ricevuti da diversi politici e disprezzando l'opinione di Beatrice Borromeo in merito:
«Beatrice Borromeo - che passerà alla storia della televisione come fugace valletta di Michele Santoro - ha avuto il privilegio di un’ampia intervista alla Stampa. La signorina dice a proposito di Porta a porta: «Ridicolo. All’estero lo prendono in giro. È privo di qualsiasi dignità». Pochi giorni fa, alla Venaria di Torino, Josè Maria Aznar, già carismatico primo ministro spagnolo, ha lodato Porta a porta definendola la migliore trasmissione europea del suo genere e rammaricandosi che altri Paesi, a cominciare dal suo, non la imitino.
Era presente la presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, che potrà confermare (in realtà negli anni scorsi la seconda rete della tivù pubblica francese importò il format di Porta a porta nel programma “Un’ora per convincere” in cui sfilarono i grandi di Francia). Aznar chiese espressamente di essere invitato a Porta a porta durante una sua visita ufficiale e lo stesso ha fatto il primo ministro rumeno che verrà in ottobre in Italia. Yasser Arafat e Simon Peres si incontrarono a Porta a porta per l’ultima volta.
Lascio al lettore, dunque, il commento sul cinguettio della giovane e promettente valletta, troppo innamorata di Santoro per poter snebbiare il suo cervellino e impegnarlo in una ricerca prima di esprimersi.»
Beatrice non molla e gli risponde per le rime:
«Ho detto che non mi piace Porta a Porta perché è sempre al servizio dei politici, anziché dei telespettatori, e che un programma come quello sarebbe impensabile in una televisione pubblica estera. E Vespa che fa? Tenta di smentirmi rivelando che un politico straniero, il "carismatico" Aznar, gli chiese espressamente di essere invitato. Appunto: piacerebbe ai politici di tutto il mondo poter disporre, com'è per i loro colleghi italiani, di un salottino comodo comodo dove pontificare senza una domanda scomoda. Purtroppo per loro, all'estero non si usa.
Sono infatti i giornalisti stranieri, e non i politici, che trovano ridicolo un programma d'informazione con serate dedicate ai formaggi, alle gambe delle donne o all'Isola dei Famosi. Che quando condannano Previti in primo grado sulla Sme, fa una puntata sul Viagra. Ricordo solo il commento della corrispondente in Italia del Nouvel Observateur, Marcelle Padovani, intervistata da Sabina Guzzanti nel film Viva Zapatero: "Io sono incapace di raccontare Porta a Porta. Non riesco a sintetizzare che cos'è Porta a Porta per il pubblico francese, perché non c'è l’equivalente, non c'è un personaggio che gestisce una tale quantità d'informazione di potere, non esiste". Anche un cervellino annebbiato capirebbe che questo non è proprio un complimento.»
Non mi risulta una contro-replica di Vespa. Ha meglio da fare che dibattere sulla qualità di Porta a Porta con una ventenne? O ha capito che ha ragione Beatrice?
Io propendo decisamente per la seconda. Viva Bea che, avendo la possibilità di dire certe cose, le dice chiare e tonde (anche se a volte potrebbe smussare un po' i toni, no?!).
Da non perdere anche la lettera aperta a Bruno Vespa pubblicata qua
(Disclaimer: conosco Bea e spesso non la pensiamo allo stesso modo. Stavolta si.)
«If you reach for the stars, you might not quite get one, but you won’t end up with a handful of mud, either.» -- Leo Burnett
«If I am not for myself, who will be? If I am not for others, what am 'I'? And if not now, when?» --Hillel
«The reasonable man adapts himself to the world; the unreasonable one persists in trying to adapt the world to himself. Therefore all progress depends on the unreasonable man.» --George Bernard Shaw, Maxims for Revolutionists
«All that is necessary for the triumph of evil is that good men do nothing» --attributed to Edmund Burke
«God grant me the serenity to accept the things I cannot change, courage to change the things I can, and the wisdom to know the difference.» -- attributed to Reinhold Niebuhr
«Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati» --Bertolt Brecht
«Happiness is not a state of mind, it's a way of life» --Anonimo
«There's no such thing as a complex solution: either it is simple and workable, or it's not a solution!» --Anonymous
«First they came for the communists,
and I didn't speak out because I wasn't a communist.
Then they came for the trade unionists,
and I didn't speak out because I wasn't a trade unionist.
Then they came for the Jews,
and I didn't speak out because I wasn't a Jew.
Then they came for me
and there was no one left to speak out for me.» -- adapted from Martin Niemoller
«It is not the strongest of the species that survives, nor the most intelligent that survives. It is the one that is most adaptable to change» --Charles Darwin
Inferno
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(un giorno qualunque in un futuro molto lontano) Buongiorno, lei è?
Piantedosi, Matteo Piantedosi Dunque vediamo, Piantedosi, Piantedosi, ah
eccoci qua AH ...